THE INDIA MAIL
LA VALIGIA
DELLE INDIE
London-Brindisi-Bombay
1870-2003

27/10/03
Cari Amici,
la Valigia delle Indie e' rientrata in
Italia. Il sottoscritto con un volo Alitalia,
la nostra compagnia di bandiera che mi ha gentilmento offerto un posto in
business class con un sostanzioso sconto grazie all'interessamento del
Dott. Fabio Bigotti della sede di Mumbay, Himalaya
è invece rientrata via mare con un cargo del Lloyd
Triestino i cui dirigenti, ignorando i solleciti del gentile
sig.K.Kumar, agente dela Compagnia in Mumbai,non hanno ritenuto opportuno
essere tra gli sponsor dell'iniziativa nonostante i legami storici che la
univano al trasporto della Valigia delle Indie.
Questo atteggiamento è stato proprio una delusione!
Ora sono in attesa che i tecnici della Ferrania
sviluppino le pellicole, che auspico non abbiano subito danni dagli sbalzi
di temperatura a cui sono state sottoposte ma specialmente dall'alta
temperatura del deserto del Belochistan in Iran ed in Pakistan.
Non appena pronte mi attiverò per organizzare una mostra fotografica sulla
Valigia delle Indie.
Mentre ero in viaggio mi è giunta comunicazione della concessione del Patrocinio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri,
un riconoscimento al valore dell'avventura che si unisce ai precedenti.
Tra qualche tempo terminerò la stesura del diario di viaggio al quale ho
già iniziato a lavorare. Spero di avervi tra i miei lettori.
Ancora grazie a tutti voi per aver seguito con interesse questa mia
avventura.
Rosario Mascia
23/09/03 : Missione compiuta !
L'auto ha superato brillantemente le dure prove a cui sono state sottoposte
carrozzeria, motore, sospensioni e tutti gli organi meccanici oltre al
motore, rivelandosi un eccezionale mezzo di trasporto la cui affidabilita'
mi ha fatto dimenticare la mancanza di un condizionatore d'aria che sarebbe
stato utile durante l'attraversamento del deserto del Belochistan iraniano e
pakistano nonche' delle montagne pakistane dove nonostante l'altezza il
caldo ha messo a dura prova sia l'auto che il sottoscritto.
Nonostante le sollecitazioni e gli sforzi questa piccola auto non ha nulla
da invidiare alle blasonate Land Rover o Toyota ed anzi, in alcune
situazioni che descrivero' dettagliatamente nel diario di viaggio di
prossima pubblicazione al rientro in Italia, ha dimostrato una maggiore
versatilita' sia nella guida che nella stabilita'. Inoltre i pneumatici
originali russi da 185/75/16 si sono dimostrati robustissimi tanto che non
ho mai forato nonostante gli spuntoni di rocce e pietre sui quali ho guidato
per lunghi tratti. Anche i consumi sono stati, tutto sommato, moderati ed il
serbatoio da 40 litri mi ha permesso di percorrere ad una media di 50-70 km
ora tra i 350 ed i 380 chilometri. Il consumo di olio da Brindisi sino a
Bombay e' stato di soli 4 litri, la valvola termostatica montata ad Atene si
suggerimento dei meccanici della Lada Hellas non ha dato alcun problema ed
anche durante i piu' duri sforsi la lancetta del termostato non ha mai
superato la temperatura di 90 gradi, il consumo di acqua e' stato solo di un
litro con l'aggiunta di altrettanto refrigerante mentre ho aggiunto un
intero serbatoio di olio per frizione, sottoposta a duri sforzi, e pochi cc
in quello dei freni.
Un bilancio tutto in attivo per quanto riguarda il motore! Anche il
sottoscritto e' giunto in India abbastanza in forma nonostante abbia dovuto
cambiare tutto il programma fatto a tavolino perche' sulle strade percorse
gli imprevisti e la prudenza hanno consigliato di moderare velocita' e
sollecitazioni e nonostante lo stress della guida spesso in solitario.
La parte piu' difficile del viaggio e' stata infatti la guida notturna,
avevo preventivato di guidare solo nelle ore diurne, poiche' le condizioni
delle strade non permettevano generalmente velocita' superiori ai 50 km
l'ora inducendomi a guidare per tutto in percorso anche di notte nel
tentativo di rispettare la tabella di marcia. E' stato durante queste ore
che ho corso i maggiori pericoli poiche' gli automobilisti greci, turchi,
iraniani, pakistani ed indiani usano gli abbagliati, ed i camions hanno
quelli potenziati, per cui lo stress notturno e' stato molto alto.
Ma nonostante tutto Himalaya e' giunta felicemente a Bombay con il cofano un
po' ammaccato -la riparazione non e' stata fatta proprio a regola d'arte ad
Udaipur, nel Rajasthan,- dopo un incontro troppo ravvicinato con una vacca
che se ne andava a passeggio alle 21,30 nella buia notte indiana ed ha
attraversato improvvisamente la strada impedendomi di vederla in tempo ed
evitare la collisione.
All'arrivo in India Himalaya e' stato oggetto di ammirazione da parte di
molti, meravigliati dal fatto che sia riuscita a percorrere tanti chilometri
senza dare problemi ed anche il sottoscritto e' stato oggetto di ammirazione
tanto da meritare un articolo sul quotidiano The Hindu e sul Bombay Times
che lo pubblichera' domani 26 Settembre 2003.
Coloro che volessero leggere il testo possono collegarsi con
www.google.com e digitare il mio nome:
rosario mascia nella stringa della ricerca. Appariranno una serie di
articoli sul viaggio ed il lancio dell'agenzia France Presse da McLeod Ganj
ripreso dal quotidiano indiano.
Nei prossimi giorni Himalaya verra' imbarcata su un cargo del Lloyd
Triestino il cui agente a Bombay, sig. G.M.Kumar Krishnamoorthy si e'
dimostrato una persona squisita e disponibilissima ad aiutarmi nel risolvere
oltre alle pratiche doganali anche alcune incombenze personali e di lavoro
come pure il Console Genrale d'Italia dr. Armando Barucco che nonostante gli
impegni per il suo prossimo rientro in Italia mi ha presentato all'agente
del Lloyd Triestino e mi ha aiutato nei contatti con la stampa locale
organizzando per me l'incontro con il The Times of India, il quotidiano piu'
letto in questa citta' che conta 16 milioni di abitanti
Con Himalaya hanno viaggiato 100 buste
commemorative che domani riceveranno l'ultimo annullo e che riportero' con
me al mio rientro in Italia spedendole quindi agli acquirenti. Purtroppo
l'annullo di tehran e' saltato per via del poco tempo a mia disposizione per
lasciare il paese come descritto nel precedente comunicato
ei i cui approfondimenti verranno narati nel diario di viaggio
22/08/2003
Cari Amici,
la Valigia delle Indie e' finalmente entrata in India il 20 Agosto 2003
attraverso il check point di Wagha da dove ha continuato per Amritsar,
Pathankot, Dharamsala giungendo a McLeod Ganj, la cittadina ai piedi dell'Himalaya
dove vivono il Dalai Lama e circa tremila profughi tibetani, che cercano
di preservare con grande difficolta' la propria cultura.
La Valigia sostera' qui circa sette giorni per annullare le buste,
omaggiarne una a Sua Santita' il Dalai Lama, consegnare un pacco di
medicinali al Delek Hospital, l'ospedale tibetano il cui nuovo edificio e'
stato costruito con l'aiuto del San Raffaele di Milano e dove lavorano
medici di formazione occidentale che collaborano con il vicino ospedale
tibetano i cuii pazienti sono curati con la medicina del Paese delle Nevi.
Riprendera' quindi il viaggio verso Delhi per giungere infine a Bombay.
Non vi sono stati problemi nell'attraversare la frontiera pakistana e
neanche quella indiana salvo una accurata visita doganale ai bagagli ed
all'auto da parte dei doganieri indiani per via dell'aumentato traffico di
droga.
A Dharamsala verra' effettuato un secondo check ad Himalaya, il
fuoristrada russo Lada Niva che finora non ha dato alcun problema
meccanico, salvo piccole riparazioni una delle quali e' stata effettuata
da un meccanico in Pakistan mentre le altre sono state effettuate dal
sottoscritto. Nonostante il caldo torrido del deserto del Belochistan in
Iran e Pakistan ed il pessimo stato delle strade in quest'ultimo paese,
Himalaya ha dato prova di essere un fuoristrada all'altezza del viaggio,
finora sono stati percorsi circa 10.000 chilometri, con consumi tutto
sommato accettabili per le difficolta' incontrate, con una guida
abbastanza confortevole, una eccellente tenuta di strada sulle asperita'
delle montagne pakistane e sulle strade dissestate ed un motore che,
nonostante sia stato letteralmente sommerso dal fango di una grossa
pozzanghera dove sono entrato, ha continuato a girare senza eccessivi
problemi, a parte qualche singhiozzo. Ma anche Himalaya, come il
sottoscritto, necessita di qualche giorno di riposo e di una messa a punto
della carburazione mentre io ne approfitto per rilassarmi tra le montagne
che conosco.
Il prossimo comunicato verra' inviato all'arrivo a Bombay.
Rosario Mascia
15/08/2003
Cari Amici,
la Valigia delle Indie, partita da Brindisi
il 21 Luglio 2003 bordo di un fuoristrada russo Lada Niva, chiamato
Himalaya, è giunta a Quetta, in Pakistan il 13 Agosto 2003
dopo 24 giorni di viaggio attraverso la Grecia,la Turchia e l'Iran.
Non vi sono stati problemi nell'attravertsare
la Grecia e la Turchia dove la Valigia ha sostato qualche ora ai piedi del
monte Ararat mentre vi sono stati seri problemi nell'attraversamento
dell'Iran poiche' sia il Ministero della Cultura,competente per il
rilascio del visto ai giornalisti, sia il Ministero degli Esteri hanno
rifiutato di estendere di soli due giorni il mio visto di transito di soli
cinque giorni datomi dal consolato iraniano di Istanbul.
L'Ambasciata italiana a Tehran mi ha
sconsigliato di continuare il viaggio verso la frontiera pakistana
invitandomi, con una lettera, a rientrare in Turchia e chiedere un
nuovovisto. Cosa non facilmente possibile in 24 ore-tante ne avevo a
disposizione per lasciare l'Iran- pena l'arresto...e soprattutto una
grossa perdita finanziaria e la fine del viaggio.
Cosi' ho dovuto noleggiare a Tehran un autista
iraniano che in 25
ore mi ha portato alla frontiera con il Pakistan
anche se ho dovuto minacciarlo pesantemente per fargli rispettare gli
accordi presi a Tehran allapresenza del personale dell'albergo e di due
motociclisti italiani con i quali la Valigia ha viaggiato dalla frontiera
turca a Tehran.
Pur essendo giunti alla frontiera con due ore di
anticipo sulla scadenza del visto,erano le 22,30, la frontiera era
chiusa-neanche l'ambasciata italiana ne era al corrente-e solo il casuale
incontro con un medico del locale ospedale mi ha permesso di varcare senza
problemi la frontiera il giorno dopo scortato da tutto lo staff
dell'ospedale.
All'ingresso di Taftan, la parte pakistana della
frontiera, sono stato accolto come un ospite ed un amico, grazie
all'intervento del consigliere Muttaqui e della sig.ra Bianchini
dell'Ambasciata pakistana di Roma. Vi e' stato un notevole interesse per
il viaggio della Valigia da parte delle guardie di frontiera e degli
ufficiali della dogana dei quali sono stato ospite a pranzo, mi hanno
permesso di riposarmi e mi hanno procurato una guardia del corpo dei
Levies Rangers con la quale sonopartito la sera per Dalbandin sostando
nella loro caserma. L'indomani, cambiandodiverse scorte in base alla
competenza territoriale di ciascuna caserma, sono giunto a Quetta nelle
prime ore del pomeriggio accolto da uno dei capi della locale polizia che
con una jeep e sirena mi ha scortato sino all'albergo ottenendo per me una
buona sistemazione.
La Valigia ripartira' da Quetta, dove ho preso il
timbro postale di transito in sostituzione di quello di Tehran al quale ho
dovuto rinunciare per lasciare in fretta l'Iran, il 17 Agosto diretta a
Lahore che raggiungera' dopo tre giorni di viaggio e l'attraversamento di
una catena di montagne.
A Lahore attraversera' la frontiera con
l'India dirigendosi verso Dharamsala, la citta'dove vive il Dalai Lama,
dove consegnero' i medicinaliportati dall'Italia al Delek Hospital.
Himalaya ha superato brillantemente dure prove su
strade sterrate,sulle dune di sabbia che invadevano l'asfalto nel deserto
iraniano ed in quello del Belochistan in Pakistan, ha retto i duri
sobbalzi sui break speed, i dossi per rallentare la velocita' che sono
fatti con l'asfalto ed hanno lo stesso colore cosi' e'molto difficile
riconoscerli da lontano. Il termostato,montato ad Atene dalla Lada Hellas,
ha retto benissimo alle temperature del deserto -dove all'esterno vi erano
40-45 gradi ed all'interno dell'abitacolo sono stati raggiunti i 50 gradi-
senza mai superare i 90 gradi, la sua temperatura di esercizio. I consumi
sono stati un po' alti di circa il 30% a causa del caldo e della benzina
non proprio pulita. Le ruote russe originali con la camera d'aria
185/75/16, montate ad Atene in luogo delle Bridgestone 205/75/15, hanno
anche loro superato brillantemente tutte le asperita' del terreno
consentendomi una giuda sicura anche sulla sabbia.
A parte un rabocco di 2kg di olio, la sostituzione
degli olii ai differenziali, del regolatore di tensione effettuata a
Xanthi, in Grecia, a causa dell'accensione della spia della dinamo
-rivelatasi poi un contatto- e l'aggiunta di un litro di refrigerante, non
sono stati necessari altri interventi.
Il prossimo comunicato stampa verra' inviato da
Dharamsala.
Rosario Mascia
Istanbul, sabato 27 luglio 2003
Cari Amici.
la Valigia delle Indie e' arrivata ieri sera ad Istanbul dove sostera'
alcuni giorni. Da Patrasso ha proseguito per Atene sostando una notte. Qui i
tecnici della Lada Niva hanno effettuato un controllo e la sostituzione
delle gomme mettendo gli originali russi 182x75R16 in luogo dei 205/75/15
forse piu' belli ma con un maggior consumo di benzina e con problemi
relativi alla ruota di scorta poiche', alloggiando questa nel cofano motore,
non era possibile introdurvi una delle ruote montate inizialmente. La
Valigia ha continuato il giorno dopo per Salonicco con una seconda sosta
ospite del Dott. Enzo Peraro, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di
Salonicco. Ha quindi proseguito per Alexandroupoli e Xanthi, una gradevole
cittadina non lontano dal confine turco che ha superato venerdi pomeriggio
fermandosi poi a Tekirdag da dove ha successivamente raggiunto l'antica
Bisanzio nella serata di sabato 26 luglio 2003.
Ricevuto il timbro di transito dalle poste turche la Valigia ripartira' tra
qualche giorno diretta ad Ankara da dove si inoltrera' in Anatolia
percorrendola sino al confine iraniano.
Lungo la strada 'Himalaya', la Lada Niva 1600 con cui effettuo il viaggio,
e' stata oggetto di curiosita' per via degli adesivi degli Sponsors
-Ferrino, Ferrania, EDT, Agamare, CTInternational, Lada Niva club Italia,
Centrus, Lada Hellas messo dagli amici greci della Lada e per quello che
indicava il percorso.
Il prossimo comunicato stampa verra' inviato da Ankara.
Vi ringrazio per il sostegno morale con cui state seguendo il mio viaggio.
Rosario Mascia
20.07.03
Cari Amici,
la
Valigia delle Indie, riprende il suo viaggio imbarcandosi lunedì
21 Luglio alle 20 nel porto di Brindisi diretta ad Atene.
Da qui proseguirà via Salonicco per il confine greco-turco dove
giungerà intorno al 26 luglio e da dove verrà inviato il Comunicato Stampa
n° 3 prima di lasciare la Grecia.
Le previsioni della tabella
di marcia prevedono l'arrivo ad Istanbul il 28 luglio, ad Ankara il 31
luglio, al confine turco-iraniano entro il 10 agosto.
Rosario Mascia
04.02.03
Come temuto ci saranno dei ritardi nella partenza da
Brindisi a Bombay legati ai problemi di visto e documenti per il transito in
Iran e Pakistan poichè paesi confinanti con una poteziale area di guerra
(Iraq). Rosario ci ha scritto oggi segnalandoci che il viaggio dovrebbe
riprendere in estate.
La Niva di Rosario Mascia, nonostante i suoi 13 anni
sulle ruote, è comunque pronta al viaggio dopo una sosta tecnica presso il
Centro Lada CTA di Roma, dove il titolare Giancarlo Giatti ha operato una
serie di lavori meccanici di manutenzione (la vettura resta comunque
praticamente di serie e questo darà ancora più fascino all'impresa)
21.01.03
Rosario Mascia sta completando tutte le formalità
burocratiche per il transito in Iran, Pakistan e India.
Come potete immaginare, vista la situazione di un
potenziale conflitto in Iraq, non è affatto semplice ottenere tutti i permessi
...
Oggi ha incontrato a Cerignola (FG) Sergio Catalini,
presidente del Lada Niva Club Italia e sta rientrando a Roma per un controllo
tecnico presso il concessionario CTA ed il "pellegrinaggio" tra le varie
ambasciate dei paesi coinvolti nel suo viaggio.
14.01.03
Rosario Mascia, giornalista freelance e scrittore, è
arrivato oggi in Italia ed ha fatto tappa presso la Centrus di Nichelino
(Torino), importatore ufficiale Lada per l'Italia.
Alcuni giorni fa è partito da Londra a bordo di una
Lada Niva 1600 del 1989 praticamente di serie e ribattezzata "Himalaya" con
cui è intenzionato a raggiungere Bombay ripercorrendo il percorso del
transito
della corrispondenza e dei viaggiatori da Londra a Bombay, che, verso la
fine diel 1800 avveniva via Brindisi e toccava anche Atene, Istanbul,
Teheran e Lahore.
Su
questo sito pubblicheremo tutte le corrispondenze che l'amico Rosario ci
trasmetterà dalle tappe del suo viaggio : nei prossimi giorni è prevista una
sosta a Roma e quindi alcuni giorni di permanenza in Puglia per incontri
pubblici e con la stampa dove presenterà il suo viaggio.
Prossimamente trasmetteremo anche le prime foto dell'impresa.
In bocca
al lupo, Rosario : Facciamo tutti il tifo per te e per la tua Himalaya !
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